Applicazioni con pacchetti non installabili o non reinstallabili: come risolvere usando PowerShell

Di recente mi è capitato di dover gestire un problema banale ma curioso, uno di quelli su cui pensi una volta risolto: “ecco questo per il futuro devo davvero ricordarmelo!”. Siccome è una di quelle cose che può essere utile a tutti nella vita di tutti i giorni ho pensato di condividerlo brevemente.

Il Problema:
In breve questo quanto accaduto. Stavo provando ad aggiornare un’applicazione di tipo universal, basata su pacchetti, fatta con Visual Studio di cui ho pubblicato anche una versione sullo store. In passato avevo provato ad installarla anche in locale sul pc di casa che uso per sviluppare. Poi l’avevo rimossa.
Dopo quest’azione mi era diventato impossibile avviare la versione di sviluppo in locale, che per funzionare deve essere distribuita localmente, proprio come fosse stata installata. Questo con errori anomali come l’errore 1104 che, da visual studio, indica che non è stato possibile accedere al percorso di delivery.
Anche da Microsoft Store la versione dell’app pubblicata era diventata impossibile da installare

La Causa
Per ragioni non ben definite l’applicazione in pratica risultava installata da un’utente diverso dal mio, da cui però era diventato impossibile rimuoverla. Forse si trattava di qualche prova fatta in passato con un’utenza non piu’ disponibile.
I due strumenti quindi (Visual Studio e Microsoft Store) non avevano modo di rimuoverla in modo corretto

La Soluzione
La soluzione piu’ rapida per il problema, una volta capito, è stata quella di forzare la rimozione dell’applicazione installata tramite PowerShell, usando utenza e console amministrative. Il comandi Powershell riportati di seguito in pratica consentono di rimuovere il pacchetto indicato per tutti gli utenti.

Procedura

  1. Aprire una console PowerShell con diritti amministrativi
  2. Trovare il nome del pacchetto da rimuovere. Questo lo si puo recuperare in diversi modi:
    • Dal messaggio di errore ricevuto
    • Cercando il suo nome nella cartella %USERPROFILE%\AppData\Local\Packages
      Ad ogni nome cartella corrisponde un pacchetto con lo stesso nome
    • Tramite la query PowerShell
      Get-AppxPackage -AllUsers
  3. Una volta identificato il nome del pacchetto rimuoverlo semplicemente tramite il comando PowerShell
    Get-AppxPackage -Name "[NOMEPACCHETTO]" -AllUsers |Remove-AppxPackage -AllUsers


ChatGPT: una riflessione sulla nuova Intelligenza Artificiale di OpenAI

Si parla molto in questo periodo sulla stampa di settore e anche non di settore di ChatGPT. Per chi non lo conoscesse è il nuovo motore di AI messo a disposizione per libero utilizzo da OpenAI, azienda che si occupa da anni ormai dello sviluppo di Inteligenze Artificiali per diversi usi.
L’innovativa caratteristica di questo software è quella di riuscire a creare contenuti e correlare informazioni provenienti dalla sconfinata libreria di testi messi a disposizione per il suo addestramento dagli sviluppatori dell’azienda produttrice.
Testi sulla base dei quali il motore è stato “addestrato”, si dice in gergo, in modo da renderlo in grado di creare risposte del tutto indistinguibili da quelle che potrebbe costruire un essere umano.
Visto cosi sembrerebbe la nuova frontiera dei motori di ricerca. Dove un motore come Google si limita a fornirvi i risultati che ritiene tra i più pertinenti in merito alla vostra domanda solo cercando su Internet, ChatGPT è in grado di darvi una risposta completa e puntuale completa e argomentata.
Scrive per voi testi, analisi, riassunti…. mette in correlazione filosofi, risolve problemi matematici, scrive script e programmi per poi modificarli in base ad ogni vostro desiderio.

Non sto a decantare oltre questa tecnologia che è già stata esaltata da molti esperti e sminuita da altri. Per chi la volesse provare, se già non lo aveste, vi lascio qui il link per raggiungerla (https://chat.openai.com/chat) in modo che possiate farvi una vostra opinione.
Quello su cui mi soffermo è l’enorme incomprensione che secondo me in questi giorni circonda questa tecnologia. Leggo articoli anche su eminenti quotidiani relativi al fatto che la nuova AI non sa la matematica o fornisce risposte palesemente sbagliate a certe domande su un argomento o l’altro.
Premesso che i creatori del motore hanno ben spiegato che gli errori sono possibili…. mi chiedo perché’ nessuno si fermi a fare un attimo di riflessione sul perché’ tali errori siano possibili.

Pare infatti che l’aspettativa comune sia quella di dover confrontare questo motore con una sorta di ideale perfetto Oracolo, in grado di dare risposte sempre corrette senza mai sbagliare una sola previsione. Forse convinti che, come qualsiasi software, anche questo dovrebbe essere rilasciato solo e solamente quando non ha piu nessun difetto.

Eppure non ci si rende conto che sta in queste risposte erronee, secondo me, il suo avvicinamento ad avere un’intelligenza. ChatGPT crea risposte in base a quello che ha appreso e a quello che ha interpretato, esattamente come faremmo noi. In base a come gli facciamo domande fornisce risposte differenti perché’ la domanda stessa lo porta a recuperare informazioni da testi differenti. Esattamente come faremmo noi in base ai nostri ricordi.
Vuol dire che e’ perfetto? Assolutamente no. Vuol dire solo che si avvicina all’Intelligenza definita come capacità di apprendere, ricordare, correlare e utilizzare informazioni.

Il problema è che questo non e’ abbastanza.
Quello che vorremmo da questa tecnologia, ovviamente, sono delle risposte sempre affidabili e corrette. Ma per ottenere queste, come chiederemmo a qualsiasi essere umano scrupoloso nel preparare una ricerca, quello che vorremmo è l’applicazione di un pensiero critico. La capacità cioè di verificare un risultato in base ad altre fonti ritenute affidabili in modo da produrre un risultato finale che si possa ritenere comprovato e argomentato. Solo cosi otterremmo qualcosa di realmente soddisfacente.
Questo ancora manca… ed è per questo che altre aziende come Google che hanno già creato AI simili (si veda il progetto LaMDA) sono ancora lontane dal mettere sul mercato i loro prodotti. Non si possono permettere di fornire strumenti che darebbe risultati a volte palesemente sbagliati ai loro clienti che invece si aspettano di avere un loro personale piccolo e infallibile Oracolo di Delphi a disposizione, pronto per ogni loro richiesta.

Ma in questo vedo una doppia contraddizione.

Da una parte ci siamo noi consumatori che, me ne rendo conto parlando con le persone di questa tecnologia, abbiamo di fatto delle aspettative sbagliate. Un’AI può sbagliare esattamente come sbaglierebbe qualsiasi intelligenza evoluta. Semplicemente perché’ fa la relazione sbagliata oppure perché’ ha dato per attendibili delle informazioni che in realtà andrebbero verificate. E’ grave? No. Basta che si capisca il suo errore e gli si insegni esattamente come faremmo con un nostro collega, in modo che non ripeta più lo stesso errore.

Dall’altra mi sembra che queste aziende siano ancora restie a commercializzare l’uso di questi strumenti palesemente fallibili che invece hanno già oggi un’utilità incredibile. E’ sufficiente che chi li usa abbia ben chiaro che, almeno finche’ non miglioreranno ulteriormente, andranno utilizzati per quello che sono: degli strumenti che riducono enormemente il lavoro al prezzo di qualche verifica da parte del loro utilizzatore.

Ho provato ad usare ChatGPT nell’ultimo mese per fare ricerche e analisi di diverso tipo. Mi sono accorto che da risposte diverse in base a come gli vengono poste le domande ma non solo. In base al nostro riscontro si corregge e modifica le proprie risposte. La fallibilità o l’imprecisione quindi fanno parte della sua natura… ed è proprio questo il bello. A patto che possiamo migliorarlo e che i risultati di quel miglioramento ci vengano riconosciuti.

Come utente a me va benissimo partecipare al miglioramento di uno strumento per me enormemente utile…. tuttavia questo tipo di miglioramento non può essere gratuito. Deve esserci una qualche forma di compensazione altrimenti di fatto l’azienda produttrice delega a noi il lavoro di migliorare il suo prodotto, senza darci nessun genere di riscontro. Anche questo è un punto su cui chi produce questo tipi di prodotto dovrebbe riflettere. Esattamente come fa qualsiasi fornitore di consulenza. Se ti metto a disposizione una figura Junior che deve imparare magari sbagliando, al posto di una Senior, come minimo devi farmela pagare di meno…. no? O quantomeno mi devi riconoscere il fatto che sto collaborando alla sua formazione facendomi gli adeguati sconti su base periodica, in base a quanto del mio tempo ho dedicato per farla apprendere.

Fatta queste premesse, nella speranza che vengano fatte anche le adeguate riflessioni da chi produce queste AI, lo strumento rimane comunque fantastico. Ho provato a fargli scrivere script di diverso genere per le mie necessità, chiedendo correzioni ed integrazioni, sempre in linguaggio naturale,  e ottenendo alla fine sempre un buon risultato. Perfetto? No. Da controllare.
Delle buone bozze da cui partire che però mi hanno fatto risparmiare un bel po’ di tempo.

Come per qualsiasi strumento che usiamo, la prima cosa da avere sempre ben chiara, secondo me, è dove sono e quali sono i suoi limiti. Chiariti questi lo si può utilizzare in modo ragionato e responsabile ottenendone solo vantaggi.

Come raffreddare a liquido la GPU: la mia prova col Kraken X63

Oggi l’elemento principale, oltre che il piu costoso, di qualsiasi PC da Gaming e’ sicuramente la GPU… ed e’ purtroppo anche il piu rumoroso durante i carichi di lavoro elevati.

Nel mio caso, avendo il PC in salotto, questa dava non poco fastidio a chi mi stava intorno quando lo usavo a lungo, pertanto ho deciso di procedere ad un intervento drastico per abbassarne la rumorosita’.

Come tutti sappiamo le schede grafiche, almeno nella loro versione stock, dispongono in genere di dissipatore ad aria corredato da ottime ventole di raffreddamento. Queste ultime sono progettate per raffreddare il dissipatore, e quindi la scheda, mantenendola costantemente entro il giusto range termico operativo…. tuttavia lo fanno spesso generando non poco rumore.

Tale rumore e’ dovuto alla rotazione delle ventole che, per raggiungere lo scopo, devono raggiungere una velocita’ sufficente a muovere l’aria necessaria a raffreddare la scheda. Nel mio caso la mia Gigabyte RTX 2080 OC ne aveva ben 3, grazie al dissapatore WindForce…. ben fatto ed efficace, certo…. ma secondo me rumoroso sui carichi elevati.

Come risolvere quindi il problema?

La soluzione che ho scelto e’ stata quella di sostitiuire il dissipatore della scheda con un dissipatore a liquido di tipo all-in-one, l’NZXT Kraken X63 corredato dall’adattatore NZXT Kraken G12, necessario per il montaggio sulla scheda.
In ultimo, per l’applicazione del dissipatore, ho scelto la pasta termica Artic MX-5

Questo approfittando del fatto che la scheda stava andando fuori garanzia pertanto potevo arrischiarmi a smontarla sapendo che, in ogni caso, il supporto in caso di guasto futuro al prodotto era comunque gia scaduto.

E’ importante infatti tenere presente questo punto proseguendo nell’articolo… Tutti i danni dovuti ad operazioni di smontaggio della scheda NON rientrano tra quelli coperti dalla garanzia del prodotto…. pertanto e’ bene ricordare che tutti i passaggi descritti di seguito, se vorrete anche voi applicare una soluzione simile, sono da farsi a vostro rischio e pericolo.
Alcuni produttori sono piu tolleranti di altri in quanto vanno a constatare il tipo di danno prima di rifiutare un eventuale rimborso in garanza per malfunzionamento…. ma e’ bene chiarirsi le idee prima di applicare questo tipo di soluzione. Anzi…. scriviamolto anche in un bel disclaimer molto chiaro, giusto per chiarirci bene l’idea….

ATTENZIONE: Lo smontaggio di una scheda video implica la caduta di tutti i diritti di garanzia e supporto.

Chiarito questo punto, come dicevo, passare ad un dissipatore a liquido e’ stata la mia scelta per ridurre la rumorosita’. Perche’?
Un dissipatore a liquido e’ costituito da un blocco da montarsi in prossimita del processore da raffreddare con pompa integrata (nel caso dei modelli all-in-one come questo). Questo blocco fa scorrere liquido di raffreddamento verso un radiatore. Il radiatore e’ a sua volta raffreddato da una serie di ventole…. ma queste hanno il grosso vantaggio, trovandosi in una zona ben piu ampia del case, di poter essere molto piu grandi di quelle che si potrebbero mettere su una scheda video.
Il vantaggio e’ che possono girare molto piu lentamente garantendo quindi una rumorosita complessiva ridotta rispetto alla soluzione stock.
La rumorosita’ quindi e’ azzerata?
No, non lo e’ attenzione…. teniamolo bene presente da subito. Non si tratta di una soluzione a rumore zero in quanto la pompa e le ventole producono comunque un rumore…. ma quest’ultimo e’ tendezialmente inferiore in caso di carichi elevati rispetto a quello che avreste dalle ventole standard di una scheda video.
Certo….ovviamente questo vale se avete ben dimensionato la soluzione con un radiatore di dimensioni adeguate. Per questo punto pero’, prima di fare scelte, vi raccomando comunque sempre di controllare i valori di rumorosita’ indicati dal produttore sia per la vostra scheda che per il dissipatore a liquido che state prendendo in considerazione.

Una volta ricevuti tutti i componenti sono quindi passato allo smontaggio del precedente dissipatore… la parte che probabilmente temevo maggiormente con la paura di fare qualche danno. Tuttavia, lavorando con delicatezza e calma, l’operazione e’ stata piu semplice del previsto. Rimosse le viti, facendo attenzione a staccare il vecchio dissipatore un po’ alla volta facendo solo minimamente leva dove necessario e staccando il connettore di alimentazione del dissipatore, i due componenti si sono separati senza troppi problemi.

Scheda e dissipatore separati

Il passo successivo e’ stato quello di rimuovere tutti gli adesivi (facendo attenzione a riposizionarli sulla scheda per eventuale rimontaggio del dissipatore, senza perderli) per poi passare alla pulizia della GPU con alchool e cotone idrofilo. I puristi mi scuseranno in quanto, nei laboratori che fanno questo genere di lavori, ci sono strumenti sicuramente piu appropriati (alchool isopropilico, strumenti di rimozione migliori…e sicuramente anche sistemi antistatici del caso) tuttavia questo era quello che avevo a disposizione e ha comunque fatto molto bene il suo mestiere

A questo punto quindi ho messo la pasta termica sul processore della scheda e sono passato al montaggio del dissipatore sulla scheda con l’adattatore G12. Qui il timore era inferiore ma comunque l’attenzione e’ stata molto alta temendo comunque di non farli aderire bene l’uno sull’altro.

Verifica di contatto corretto e uniforme tra blocco e GPU

Messe e tirate un po’ le viti pero’…. il grosso era fatto!

Scheda e AIO finalmente montati

Fatto questo sono passato al montaggio nel case (il mio NZXT H500) che seguendo bene le istruzioni non e’ stato difficile…. tuttavia raccomando anche qui di fare le cose con molta calma a chi volesse cimentarsi, perche’ il posizionamento richiede un po’ di attenzione.
I tubi che portano al radiatore non sono lunghissimi…. hanno diciamo “la misura giusta”. Pertanto farli passare nel modo corretto e’ indispensabile per riuscire a posizionare il radiatore all’interno del case.

Vista interna del case. Radiatore montato sulla destra in posizione anteriore con ventole girate verso l’esterno. A sinistra la scheda con il blocco orientato verso il basso.

Una volta connessi i vari cavi delle pompa oltre che i cavetti delle ventole ho provato ad avviare il tutto….che fortunosamente e’ partito senza probblemi facendomi tirare il classico sospiro di sollievo.
A quel punto il passo successivo e’ stata l’installazione e la configurazione del software NZXT CAM per gestire e monitorare il Kraken.

Di seguito pero’ non era tutto finito.
E’ importante ricordare che ho dovuto passare un bel po’ di tempo per regolare bene la velocita’ delle ventole del case (collegate alla motherboard), e la velocita ‘dell’AIO (il Kraken) anch’esso collegato alla Mobo per adeguare tutto il sistema al nuovo componente aggiunto.
Riducendo la temperatura complessiva nel case infatti ho potuto quindi ridure anche la velocita’ delle altre ventole raggiungendo quindi temperature di esercizio basse associate a rumorosita’ ridotta. Un buon esercizio fatto tenendo bene d’occhio i valori di temperatura dei vari componenti tramite la soluzione di monitoring che gia vi ho descritto nell’articolo che trovate QUI.
Un altro punto di attenzione e’ stato configurare il Kraken in modo che la sua velocita’ fosse legat alla temperatura della GPU e non a quella della CPU (che e’ li default). Questo in particolare e’ una configurazione abbastanza immediata che (ora che sapete che esiste… :)) trovate nel pannello di controllo del software NZXT CAM.

E il rumore? Nei test fatti con il mio fonometro ho registrato una riduzione di almeno -4dB… nella rumorosita’ complessiva (che non sono pochi!!) che migliora ulteriormente nelle situazioni di alto carico. Questo si associa ad un drastico abbassamento della temperatura di almeno 20 gradi per la GPU. Sono quelle cose che ti fanno dire…. Perche’ non l’ho fatto prima???

Conclusioni
Se siete arrivati fin qui a leggere questo articolo la conclusione sembra ovvia. Abbattimento di rumore e temperatura sono tutti scopi pienamente raggiunti.
Ma lo consiglierei a tutti?
La risposta un po’ meno scontata e che va ovviamente argomentata e’…“dipende”.
Nel mio caso la scheda video era uscita dalla garanzia pertanto non avevo timore di perdere il supporto in caso di problemi col prodotto. Ma se cosi non fosse stato magari avrei quantomeno aspettato…anche perche’ le operazioni di smontaggio e montaggio che avete visto non sono poche ed era la prima volta che facevo questo lavoro (anche se ho altre esperienze del genere alle spalle).
Poi, come per tutte le cose, dipende da quanto siete confidenti nel fare questo tipo di operazioni rispetto al vostro portafogli. Rompere una scheda da 700 euro (quando l’ho presa… ormai vale molto meno….) mentre montate un dissipatore e’ una cosa che non vi fa stare tranquilli? Allora non fate un intervento del genere.
Non avete dimestichezza ma avete un fornitore che fa per voi questo lavoro e magari vi garantisce anche la garanzia? Allora fatelo, i vantaggi sono indiscussi!
Fatte tutte queste premesse, comunque, la mia personale esperienza che condivido e’ che sono sicuramente estremamente soddisfatto sia dei prodotti che del risultato raggiunto.

Come vedete i fattori da valutare sono diversi ma spero comunque di avervi dato, con la descrizione della mia esperienza, tutti gli elmenti utili per poter pianificare la vostra scelta.
Ma sopratutto…. se doveste decidere di imbarcarvi in questa attivita’….divertitevi perche’ il tuning e’ una di quelle cose che, se siete arrivati fin qui a leggere, sono sicuro da estremamente soddisfazione anche a voi come ne da a me….e questo non a lavoro finito ma proprio mentre lo pianificate, fate le vostre scelte e poi magari decidete di procedere.

Quindi, in ogni caso… buon viaggio 🙂

p.s. un grazie all’amico Goozo (al secolo Daniele :)) che si e’ lanciato per primo in questa attivita’ sul suo pc e mi ha convinto che era fattibile senza troppi rischi.

PC Monitoring: una soluzione per un buon Fine Tuning

Con la crescita del Gaming su PC è cresciuta la necessita e la voglia di fare tuning del proprio computer per ottenere migliori prestazioni e assicurarsi una buona durata di tutti i componenti. Questo è dovuto sia alla voglia di ottenere le performance migliori possibili, tenendo bassi i cosi, sia alla voglia di spremere ogni bit possibile dalla nostra soluzione..ma anche alla passione per il tuning che alcuni appassionati di informatica, come me, hanno sempre avuto.

E’ questa passione che porta a voler migliorare sempre e si traduce nel voler avere quel “qualcosa in piu” della semplice ordinaria manutenzione.

Nel caso di un PC, di un Server, o dell’Information Technology in generale questo si traduce in due parole: “Fine Tuning”.

Ma il tuning ha bisogno di misurazioni oggettive per essere ben fatto. Senza strumenti di misura diventa qualcosa di estremamente soggettivo e in qualche modo fatto “a sensazione” che difficilmente raggiunge tutti gli obbiettivi iniziali e spesso porta spese eccessive con risultati ridotti. A volte senza che ce ne si renda onto, non avendo nessun reale riscontro con cui confrontarsi.

Un buon tuning in informatica, come in qualsiasi altra disciplina, parte in primo luogo da una iniziale misurazione oggettiva. Un “assessment” come si dice in gergo… una “valutazione” in cui si prendono delle misurazioni per capire esattamente qual’è la situazione iniziale. Partendo da questa si valutano quindi gli obbiettivi che si vogliono raggiungere e quindi le eventuali spese necessarie. Si fanno i primi interventi, poi si misura ancora. A seguire , se l’obbiettivo non è stato raggiunto, si interviene nuovamente, poi si ri-misura….e cosi via fino al raggiungimento del proprio scopo.

E’ questo l’unico modo di fare Tuning in modo oggettivo: lavorare sui numeri. Altri sistemi non ve ne sono.
Lavorare senza numeri porta purtroppo a modifiche continue, insoddisfazione e interventi dettati dall’emotività che finiscono sempre per lasciare l’amaro in bocca, non avendo un riscontro oggettivo utile a garantire un reale miglioramento e il raggiungimento del risultato.

Partendo da questi presupposti, per il tuning del mio PC da gaming di casa, ho messo insieme una soluzione di monitoring basata su Home Assistant. A questa, gia attiva su un Raspberry Pi, ho aggiunto alcuni elementi tutti presi dal mondo dell’ open source. Vediamoli insieme.

  1. In primo luogo e’ indispensabile un agente da posizionare sul PC per raccogliere tutti i dati di nostro interesse. Nel mio caso si tratta di Open Hardware Monitor. Si tratta di un tool completamente Open Source in grado di raccogliere una serie di metriche dal vostro PC e di mostrarle in tempo reale. La cosa bella, che lo rende interessante al nostro scopo, e’ che e’ in grado di esporre un web server che consente ad una sonda esterna di raccogliere periodicamente le metriche di interesse e di storicizzarle.
  2. A seguire, sul nostro server Home Assistant andremo ad installare una serie di strumenti aggiuntivi. In primo luogo andremo a configurare HA per racogliere dati dal nostro agente OAM (Open Hardware Monitor) indicandogli l’IP a cui questo deve essere raggiunto.
  3. Una volta che la raccolta dati sara’ iniziata, dovremo andare a storicizzare tutti questi valori su un database ottimizzato per le time series (serie di valori continue che producono enormi quantita’ di dati che necessitano di essere salvate con il dispendio minimo possibile di risorse). A questo scopo la mia scelta e’ caduta su InfluxDB, ottimamente integrabile dentro Home Assistant con minimo sforzo.
  4. In ultimo, ma non per importanza, e’ necessario rappresentare questi dati in modo leggibile con uno strumento leggero e capace di lavorare in modo agile con la grossa quantita di dati di monitoraggio che nel tempo che verranno raccolti. Lo strumento ideale, sempre ben integrato in Home Assistant in questo caso è stato Grafana. Anche in questo caso strumento open e ottimizzato ormai da tempo… in grado di gestire quantita’ di dati ben maggiori di quelli che andremo a raccogliere con il nostro monitoraggio domestico.

Una volta configurati questi elementi potremo creare i nostri grafici, utili per tenere sotto controllo le grandezze su cui vorremo andare a lavorare. Nel mio caso si trattera’ in particolare del consumo delle risorse, il consumo di corrente e soprattutto la temperatura di esercizio

Ecco i riferimenti utili da cui partire e qualche guida:

La configurazione di quanto sopra, per inciso, non e’ rapida ed è consigliata ai soli appassionati che abbiano voglia di crearsi una piattaforma domestica per domotica e monitoraggio. Una piattaforma che sara’ poi utile anche per altri fini. Potrete fare grafici della temperatura di casa, dei consumi degli elettrodomestici e di tutti i dati raccoglibile da qualsiasi sensore domestico acquistabile, compatibile con Home Assistant.

Ed ecco un paio di grafici che sono andato a creare che documentano la situazione del mio PC.

In primo luogo la situazione di idle, con solo le attività di sistema in corso dopo l’avvio

…e a seguire una situazione di carico durante una partita di una quarantina di minuti a Spider-Man: Miles Morales (titolo davvero ben fatto che posso solo consigliare…)

Ecco qui quindi tutti i numeri oggettivi su cui fare ragionamenti. Bisogna migliorare il raffreddamento della nuova CPU? Serve veramente altra RAM? La temperatura della GPU e’ stabile? Tutte domande a cui potrete facilmente rispondere guardando i vostri grafici. Poi, una volta fatti i vostri interventi potrete tornare a guardare i grafici per vedere come vanno le cose…. e avanti cosi, cercando sempre di fare meglio!

Con questo penso di avervi dato un’idea ad alto livello della mia soluzione, con tutti i riferimenti per valutarla e pianificarla per le vostre esigenze. Per l’installazione vi rimando alle guide nei link di riferimento riportati nell’articolo. E’ ovviamente una soluzione per esperti che richiede un po’ di dimestichezza con le procedure di installazione riportate e tanta voglia di personalizzare e creare una soluzione che, una volta creata, sarà tutta vostra.

Ma posso dirvi che una volta creata vi darà grandi soddisfazioni grazie alla possibilità di poterla personalizzare a vostro piacimento.

Che dire a questo punto?

Direi: Buon Fine Tuning a tutti!! 🙂

p.s. un grande Grazie all’amico GolemWasHere (al secolo Andre 🙂 ) che mi ha dato tutti gli spunti e le dritte utili per mettere insieme la soluzione

Ma quanto è bello Marvel SNAP?

E’ da un po’ di tempo ormai che nei momenti liberi passati con in mano il cellulare o l’iPad mi ritrovo a giocare a questo super intrigante card game, firmato dall’ex game producer di Heartstone, Ben Brode.
Ben, per chi non l’avesse visto in qualche video su Youtube in cui presentava uno dei titoli su cui ha lavorato, e’ un tipo simpatico e sempre sorridente, a metà tra l’orso Yoghi del parco di Yellowstone e un boscaiolo canadese. Insomma, il tipo che vorreste come compagno di bevute in una serata al pub…tanto è vero che, in più di un’occasione, ho pensato che il personaggio del locandiere di Heartstone fosse proprio ispirato a lui (e probabilmente è proprio cosi)

A parte questo comunque il Buon Ben ha lasciato da un po’ il team di Blizzard e si è lanciato in questo nuovo card game edito da Nuverse e sviluppato da Second Dinner. Questi ultimi nomi forse non li avete mai sentiti…e forse avreste continuato a non sentirli visto che creare una nuova IP per lanciare un nuovo card game sarebbe stato probabilmente uno sforzo improbo anche per loro…. se non fosse che hanno avuto l’idea e sono riusciti ad ottenere la licenza per utilizzare nel loro nuovo titolo l’immenso pantheon di eroi MARVEL, già famosi per i comics e oggi costantemente alla ribalta grazie ai film dell’MCU.

Risultato? Un Card Game rissoso e divertente dove si scontrano eroi come Spider-Man, IronMan, Doctor Strange e tutti gli altri personaggi ed eroi, anche i più sconosciuti, che siano mai usciti dalle pagine della Casa delle Idee.
A questo poi si aggiunge un gameplay immediato e divertente che consente di fare partite in pochissimi minuti. Non manca la continua scoperta di carte nuove mano a mano che si procede nel gioco, permettendo al giocatore di creare mazzi sempre nuovi nel tentativo di scalare la classifica stagionale.

Non secondario è il fatto di essere, almeno fino ad ora, un gioco veramente alla portata di tutti e NON legato all’acquisto obbligatorio di carte e potenziamenti come ormai succede per molti altri titoli. Il gioco infatti si sostiene solo grazie all’acquisto, completamente opzionale, di migliorie e variazioni estetiche per i propri avatar e le proprie carte (le cosiddette “Varianti”) che però non cambiano in nessun modo le dinamiche di gioco. Quest’ultimo fattore è probabilmente oggi il più importante visto che molti giochi concorrenti ormai obbligano di fatto all’acquisto di espansioni i giocatori che vogliono continuare a rimanere competitivi e aggiornati.
Non è cosi per Marvel Snap…. l’unico modo per scoprire nuove carte è semplicemente quello di continuare a giocare.
Riusciranno a mantenere questo modello e ad auto-sostenersi? Non lo so…. ma speriamo!!

Per ora posso solo consigliarlo…. per tutti gli amanti del mondo Marvel questo SNAP è stata sicuramente una bellissima sorpresa. E’ di pochi giorni fa anche la vittoria di questo titolo ai Game Awards 2022 come miglior game Mobile dell’anno. Wow! Premio secondo me meritatissimo.

Lo trovate su tutti gli store e secondo me è da non perdere!

Ora vi lascio, ho il mio nuovo mazzo basato sulla meccanica di “distruzione”, con Venom e Carnage, da finire di sistemare prima della prossima partita….

Elden Ring è Game of the Year 2022

Alla fine ha trionfato. I concorrenti erano piuttosto agguerriti e di tutto rispetto ma Elden Ring è stato scelto come gioco dell’anno 2022. Cosa dire?

Dopo averci giocato qualcosa come (dice Steam) 276 ore…. non posso altro che esserne felice. Ho avuto modo di vedere a lungo la quantità del lavoro e l’assoluto pregio della direzione artistica in ogni dettaglio di questo titolo.
Certo… per me qualche difetto continua ad averlo. In primo luogo la difficoltà ESAGERATA dei boss…. Ho passato settimane intere nel tentativo di sconfiggere ogni singolo boss…. davvero settimane.
La soddisfazione indubbiamente è stata grande una volta sconfitti…. ma se devo fare un bilancio del tempo passato in continuo stato di frustrazione per le continue sconfitte subite e la gioia per essere riuscito a batterli alla fine…. non so da che parte farei propendere la bilancia.

Di sicuro però ER è un gioco davvero stupendo

Lasciando perdere la difficoltà esagerata dei boss…. l’esplorazione è stata qualcosa di davvero unico. Mai visto ambientazioni cosi vaste eppure cosi dense di cose da scoprire….. senza contare la bellezza dei panorami.
Scorci unici a non finire in un’ambientazione a metà tra il fiabesco e il gotico…. in certi frangenti di una bellezza davvero senza precedenti, almeno per quello che ho potuto vedere nella mia esperienza di videogiocatore.

Quindi direi che posso dire con gioia: complimenti a tutto il team di From Software e Bandai Namco…ve lo siete veramente meritato!!

Complimenti Elden Ring!

Marvel’s Spider-Man: Miles Morales

Il Marvel Spider-Man di Insomniac era gia stupendo…..si puo’ fare di meglio?

Ma diciamolo subito……certo che si!!! Il nuovo titolo di Insomniac approda su PC con veste grafica in grande spolvero…. Potrete sfruttare le vostre schede grafiche di ultima generazione con Ray Tracing attivo per vedere il vostro amichevole Spider-Man di quartiere riflesso su tutte le finestre della grande mela.

Grandissima attenzione e’ stata data anche all’animazione del personaggio che nella versione “Spiderverse” riprende tutte quel movenze a volte un po’ buffe e goffe di quando Miles nel film si appendeva le prime volte con la sua ragnatela ai grattacieli di New York City.

L’ambientazione e’ quella della sconfinata New York che abbiamo visto nel primo titolo. Molto bella l’ambientazione natalizia con le strade decorate con luci natalizie e luminarie colorate di ogni genere. Auto coperte di neve, strade ghiacciate ed effetti ambientali di ogni genere contribuiscono a dare alla citta’ quella patina di autenticita’ che rende speciale volteggiare a livello strada, magari saltellando da un lampione e l’altro mentre i passanti ti salutano.
In effetti sono questi i dettagli che adoro nei videogiochi di oggi… l’attenzione al dettaglio degli artisti che ci lavorano che rendono cose semplici qualcosa che vale la pena di provare e guardare con grande godimento per gli occhi.

Spendo due parole anche sul motore di gioco che si muove ancora meglio di quello del predecessore, complice anche i nuovi driver Nvidia e il tempo avuto per ottimizzare ulteriormente il titolo, soprattutto per PC

Per il resto sono ancora agli inizi del titolo e non posso dare quindi valutazioni complete.. .di sicuro comunque in base a quanto ho giocato fino ad ora posso solo consigliare l’acquisto, sopratutto approfittando delle occasioni trovate su Istant Gaming per l’acquisto su Steam.

Dateci un occhio, non ve ne pentirete.

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Game Streaming: Servizi di Cloud Gaming a confronto (Stadia,GeForce Now,xCloud)

Da un po’ di tempo sto testando i vari servizi di game streaming per capire quanto sono veramente utilizzabili e quale sia il migliore. Ho fatto test su Google Stadia e GeForce Now mentre invece la possibilità di testare Microsoft xCloud è stata abbastanza limitata essendo ancora in Beta.

La prima cosa da chiarire è COME ho testato il servizio per avere ben chiaro lo scenario. Diciamo da subito che i servizi di Game Streaming sono estremamente dipendenti dalla vostra connettività internet. Inutile anche solo parlare di questo genere di servizi se, purtroppo, potete usufruire solo di connettività limitata. Diciamo subito che il minimo indispensabile è una ADSL da 20Mega. Ma proprio il minimo, giusto per avere un servizio funzionante. Tutti i test li ho fatti da una connessione in fibra Gigabit di tipo FTTH. I miei test quindi NON sono andati a controllare la qualità del servizio con diverse tipologia di banda seppure possiamo dire fin da subito che tutti i servizi testati sono molto efficienti nel modificare dinamicamente la risoluzione in base alla banda disponibile. I test sono stati più legati a chi offrisse il servizio migliore con il miglior rapporto valore/denaro speso.

Perché usare un servizio di Game Streaming? La ragione principale su cui tutti i vendor puntano è il gioco in mobilità…ma per me in questo momento questo ha poco senso. Non mi ci vedo a giocare a Doom o a Destiny sul cellulare…da videogiocatore per me ha poco senso. Trovo più interessante invece la possibilità per il futuro di investire su un servizio a pagamento invece di dover spendere consistenti quantità di denaro per aggiornare il mio PC. Mentre vi scrivo la scheda budget della nuova generazione di Nvidia, la 3060 è schizzata a prezzi realmente assurdi….si parla di 800, 900 euro per una scheda che ha un prezzo consigliato sui 400 euro. Capite che con questi prezzi un servizio che mette a disposizione di fatto dei server “in affitto” con cui giocare anche con un vecchio PC diventa una cosa sempre più interessante. Non solo. Anche per chi come me ha ancora la fortuna di avere a disposizione una scheda recente (la mia 2080 fa ancora super faville per fortuna…) usare un servizio di Game Streaming vuol dire poter fare una partita anche a quei giochi che usi solo una volta ogni tanto senza stare a reinstallarli. Vuoi rifare una partita a Witcher 3 anche se l’hai finito da un anno? Perché reinstallare 40GB di gioco?… Lancia una partita su Cloud e riprendi dal tuo ultimo savegame, con un click!

Fatte tutte le premesse descritte qui sopra andiamo subito al dunque. Le tre offerte descritte sopra (Google Stadia, Nvidia GeForce Now, Microsoft xCloud) hanno pro e contro e la scelta dipende un po’ da che tipo di giocatore siete. Ma andiamo con ordine:

Google Stadia

https://stadia.google.com

Il servizio di Google è forte di una profonda e semplice integrazione con Google Chrome. Tutto quello di cui avrete bisogno per usarlo è un browser e del vostro account Google. Fin qui sono tutte “rose e fiori” e il servizio è veramente ben fatto… il vero problema però sono i giochi. Non c’è modo di utilizzare su questa piattaforma giochi di cui siete già in possesso. Dovrete ricomprarli dallo store e saranno esclusivamente utilizzabili su Stadia. Il che è un bel problema: di fatto il servizio risente degli stessi problemi di una qualsiasi console: vi lega mani e piedi a quella piattaforma. In conclusione lo trovo buono per i nuovi giocatori (sempre che approfittiate degli sconti sui vari titoli) ma pessimo per i vecchi giocatori come me che, in anni, hanno occumulato una libreria piuttosto importante sui vari store online (Steam, Epic, Gog etc..)

Nvidia GeForce Now

https://www.nvidia.com/it-it/geforce-now/

Diciamolo subito: ad oggi questo è il mio servizio preferito tra i tre testati. Nvidia ha fatto partership importanti con i principali store online del momento (Steam, Epic, Gog etc…) per permettervi di utilizzare i titoli che avete già acquistato sulla loro piattaforma senza spendere un euro in più per ri-acquistarli. Ovviamente non tutti i titoli sono ad oggi disponibili, ma ne vengono aggiunti di continuo. Questo, diciamolo subito, lo rende il miglior servizio ad oggi per i vecchi giocatori che hanno accumulato nel tempo una libreria di titoli importante. Sicuramente quindi rimane un must-have, anche se un domani utilizzerete una delle altre piattaforme, non fosse altro per poter riutilizzare quando volete i vostri vecchi titoli. Dall’app di GeForce Now potrete creare i link ai titoli in vostro possesso per poi lanciarli a vostro piacimento in sessioni gratuite della durata massima di 1 ora o estese se vorrete sottoscrivere l’abbonamento da 9 euro e 90 al mese, con tanto di Ray Tracing abilitato per i titoli che lo supportano. Davvero Niente Male!!

Microsoft xCloud CON XBOX GAME PASS

https://www.xbox.com/it-IT/xbox-game-streaming/project-xcloud (anteprima)

https://www.xbox.com/it-IT/xbox-game-pass

E qui arriviamo alla grande incognita del futuro. Diciamolo subito: Ms fa le cose in grande e gli investimenti fatti negli anni nel mondo XBox le permettono di contare su un Asso che ad oggi nessun altro ha: l’Xbox Game Pass. Per chi non lo sapesse è l’abbonamento che consente a chi lo sottoscrive di utilizzare tutti i giochi del catalogo Game Pass senza restrizioni e senza bisogno di ulteriori acquisti. E sono veramente tanti e importanti visti gli accordi e gli studi acquisiti negli ultimi anni. A questo stanno aggiungendo anche la possibilità si usare parte dei titoli del Game Pass direttamente dal cloud con il servizio xCloud. Questo da un grosso vantaggio a Ms… se posso usare i giochi del pass su xCloud E anche in locale ovviamente diventa uno store estremamente interessante. Purtroppo però ad oggi il servizio è ancora in beta e il numero di titoli utilizzabili su cloud rimane un’incognita. Se le promesse verranno mantenute pero’, dal mio punto di vista, rimane sicuramente una soluzione da tenere sotto controllo. Quantomeno come store per i nuovi titoli da comprare nel momento in cui vogliamo usarli ANCHE su cloud. Per i vecchi giocatori che hanno accumulato però titoli negli anni su altri store come me (Steam, Epic, Gog etc…. etc…) rimane il problema citato inizialmente. Se non permetteranno, come sembra ad oggi, di usare su cloud i titoli comprati anche dagli altri store purtroppo rimane una soluzione interessante solo per i nuovi titoli.

CONCLUSIONI

Per quello che mi riguarda, ad oggi, Geforce Now rimane il servizio di Game Streaming migliore sulla piazza. Questo perchè vi lascia la libertà di acquistare i vostri titoli dove preferite sfruttando magari sconti o offerte speciali per poi giocarli in locale o in Cloud tramite Game Stream. Google Stadia rimane un ottimo servizio ma purtroppo rimane interessante solo per i nuovi titoli. Faranno molto gli accordi commerciali che riuscirà a fare Google per riuscire a rendere interessante il servizio nonostante i suoi vincoli. Microsoft con il suo XBox Game Pass ha messo insieme un servizio bomba con accordi con vendor multipli per dare un fantastico servizio ai suoi clienti. Tuttavia rimane chiuso su se stesso e rimane interessante solo se i titoli che vi interessano rimangono a catalogo e giocabili in cloud. Diventerà davvero interessante per chi ha gia accumulato titoli da giocare solo se decideranno di aprirsi, in futuro, anche all’esecuzione in cloud di titoli acquistati da store terzi.

Ritratti da Cyberpunk 2077

Cosa dire? Pensavo che con “Witcher 3: Wild Hunt” i ragazzi polacchi di CD Project Red avessero raggiunto in livello che difficilmente sarebbe stato superato. Ma ecco che a distanza di qualche anno si presentano con questo Cyberpunk 2077.

Purtroppo, a quanto leggo in internet, hanno pagato caro l’hype montato per 8 anni basato anche sul livello a cui ci hanno abituato con Witcher 3. I bug del day one, che oramai vediamo ovunque su queste produzioni monumentali da milioni di dollari, sono diventati per molti ragione di critiche efferate contro questo titolo…. ma non lasciatevi condizionare: è stupendo.

E i bug ancora rimasti? Verranno corretti con le prossime patch, state tranquilli.
Cyberpunk 2077 eccelle in tutto e non parlo solo del gameplay. Mi riferisco alla trama…ai personaggi…. e alla storia in generale che è davvero un bel romanzo Cyberpunk.

Crudo, rude, viscerale, senza censure.

Stupendo poi il doppiaggio in italiano che merita una lode a parte. Speriamo davvero che arrivi su molti altri titoli e con questo livello di qualità.

Se pensavate di aggiornare la vostra scheda grafica, direi che questo è il momento. Perchè qui siamo davvero al prossimo livello del gaming. Ray Tracing usato senza remore, un po’ ovunque. Certo, su PC potreste disabilitarlo e ridurre tutto il lavoro di CD Project Red alla grafica di un titolo di 5 anni fa. Ma parliamone…volete farlo veramente?

Godetevelo tutto questo capolavoro. Io l’ho finito, ormai due volte. E ho ancora tanto da esplorare in quella metropoli enorme e tentacolare, disperata e struggente chiamata Night City.

Vi lascio con un po’ di ritratti raccolti giocando fino ad oggi. Molto bello anche il photo mode che vi consente di raccogliere immagini cosi…